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SMED in tool room: il cambio si vince prima di fermare la macchina

Lo SMED serve a ridurre il tempo di cambio produzione. Quasi sempre si parla di stampi e attrezzature, ma su un tornio o un centro di lavoro buona parte del cambio sono utensili. E gli utensili sono il lavoro della tool room.

8 min di lettura

Cos'è lo SMED

SMED sta per Single-Minute Exchange of Die: cambio stampo in meno di dieci minuti, cioè con un numero di minuti a una cifra. Il metodo è stato sviluppato in Giappone da Shigeo Shingo, ed è uno dei pilastri della produzione snella.

L'idea di base è una sola: dividere il cambio in attività interne, che si possono fare solo a macchina ferma, e attività esterne, che si possono fare mentre la macchina lavora ancora il lotto precedente. Ogni attività spostata da interna a esterna è tempo macchina guadagnato.

Perché riguarda la tool room

Guarda un cambio su un centro di lavoro e conta quanto tempo passa sugli utensili: cercarli, montarli nel portautensile, misurarli a bordo macchina, scrivere i correttori, scoprire che ne manca uno. Quasi tutto questo può essere fatto prima, fuori macchina.

È esattamente il lavoro della tool room. Lo SMED non è un progetto del reparto produzione a cui la tool room partecipa: per la parte utensili, la tool room è lo SMED.

Passo 1 · Osservare un cambio vero

Si parte da un cambio reale, non da come dovrebbe essere. Si filma o si segue con un cronometro e si scrive ogni attività con la sua durata: anche i viaggi, le attese, le ricerche. Di solito la sorpresa è proprio lì: il tempo non lo mangiano le operazioni difficili, ma quelle che nessuno considera lavoro.

Passo 2 · Separare interno ed esterno

Per ogni attività si fa una sola domanda: serve davvero che la macchina sia ferma? Andare a prendere gli utensili no. Montare la fresa nel cono no. Misurarla nemmeno, se c'è un banco di presetting. Già questa separazione, senza cambiare nient'altro, accorcia il cambio: basta fare prima quello che si faceva durante.

Passo 3 · Portare fuori macchina

Passo 4 · Snellire quello che resta

Alcune attività restano interne per forza: smontare e montare in macchina, il primo pezzo, il controllo. Anche queste si accorciano:

Un esempio inventato

Un centro di lavoro, cambio di un lotto con dodici utensili, di cui otto da sostituire. Prima: l'operatore ferma la macchina, va in utensileria, monta gli otto utensili e li misura con la sonda in macchina. Dopo lo SMED: gli otto utensili arrivano su un carrello, già montati e misurati al banco, con i valori pronti. A macchina ferma resta da scaricare i vecchi, caricare i nuovi e inserire i correttori.

Il guadagno non sta in un'operazione più veloce: sta in quello che non si fa più a macchina ferma. Moltiplicato per tutti i cambi dell'anno, è quasi sempre la voce più grande.

Gli errori più comuni

SMED e Kaizen

Dopo il cambio, il passo successivo è migliorare quello che succede quando la macchina lavora: Kaizen in tool room.

Lo SMED e il Kaizen lavorano insieme: lo SMED accorcia il cambio una volta, il Kaizen continua ad accorciarlo. Se vuoi sapere quanto vale tutto questo in euro, c'è la guida Perché una tool room, con il calcolatore.

Quanto valgono le ore perse nei cambi, nella tua officina?

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